Vade retro

Serviva una scusa per andare dal macellaio di Villa di Chiavenna, quindi perchè non arrivarci facendo “il giro largo”, magari con gli sci ai piedi?

Da Remigio” si trovano solo prodotti di qualità, conditi con una sana dose di gentilezza e profumi che farebbero venire fame anche ai più strenui vegani. Serviva una buona scusa per percorrere i 150 e rotti km che ci separano da quel piccolo angolo di cielo ed abbiamo quindi deciso di attaccarcene ancora per fare una capatina dai cugini d’oltralpe passando per il Piz Vadret.

Partiti quando ancora le strade sono vuote raggiungiamo Pontresina verso le ore 8:30 ed inaspettatamente troviamo un parcheggio gratuito a pochi passi dalla cremagliera che ci avrebbe risparmiato 700 metri di dislivello al modico prezzo di 15 CHF.

Stoici e risparmiosi calziamo quindi gli sci a pochi passi dalla macchina, iniziando la risalita della pista da slittino (pratica evidentemente trendy per i cugini) incontrando subito un degno rappresentante della working-class-fauna locale.

DSCF0619

Il nuovo amico ci segue per una buona dozzina di minuti, tra un lancio di palla ed una palla di neve, ma presto si stanca non appena iniziamo a sudare (e puzzare incredibilmente più di lui) temendo il peggior caldo di febbraio di cui si sentivano già le avvisaglie negli scorsi giorni. Restiamo quindi più soli di un cane mentre percorriamo gli ultimi tornanti fino all’imbocco del vallone che si mostra zebrato da molte valanghe di fondo che poco invitano alla percorrenza. Serpeggiamo quindi tra un versante e l’altro cercando a tratti la neve migliore, a tratti le zone più sicure mentre un leggero ma costante vento gelido placa le nostre paure di calura sospingendo lentamente le velature che ci separano dal limpido cielo osservabile ovunque tranne che sopra le nostre teste.

DSCF0632

Dopo una lunga ed abbastanza statica risalita giungiamo al pianoro (pascolo?) di Gianda Viva. Mossi da quello che qualcuno potrà ben definire come un errore euristico, cicchiamo l’itinerario previsto passando oltre al lago innevato ma cogliamo l’occasione per scattare qualche foto della cima finalmente identificata.

Questo modo molto onesto di raccontare l’avvenimento potrebbe essere ben rivisto, a favor di autostima, dicendo che la deviazione era necessaria per poter constatare in sicurezza le condizioni del versante Sud, che di lì a poco sarebbe stato scelto come versante di discesa. Ma per questa volta ci atterremo alla versione più veritiera del racconto, ovvero che da un errore siamo riusciti a cavar fuori qualcosa di ottimo.

DSCF0796

Il panorama di queste cime è semplicemente estasiante, così come la vista dei primi spicchi di blu che compaiono dal piatto grigiume.

DSCF0654-6_2

Ma a scattar foto non si guadagnano metri e quindi rimbocchiamo le maniche (il vento si placa mentre il sole inizia a scaldare) passando oltre il lago innevato e risalendo il versante Ovest fino al colle che separa il Piz Vadret dal Piz da las Sterlas.

DSCF0792

Inizia quindi la parte più vertigginosamente divertente, calziamo ramponi, impacchettiamo gli sci sulle spalle e partiamo verso la risalita della cresta Nord.

DSCF0789

DSCF0693_1

Su questa cresta ogni passo è un nuovo stupore e ci separiamo lentamente dalla nostra ombra proiettandola oltre il limite di ciò che viene illuminato dal pallido sole.

DSCF0787

Emergiamo da queste rocce nell’entusiasmo di una natura che concede fragili palcoscenici, così vasti da far perdere la vista nel cercare di riconoscere gli attori in posa sullo sterminato sfondo e così caduci nella loro salute da richiedere una nuova consapevolezza oltre l’ignoranza della spazzatura abbandonata da qualche incivile anche a questa altitudine.

DSCF0783

Riguardiamo la foto scattata al versante Sud per convincerci della possibilità di discesa, mettiamo i ramponi nello zaino e calziamo gli sci per imboccare prima il versante Ovest, poi scollinando lungo il ripido tratto Sud.

DSCF0797

In sintesi, per i più curiosi, qui cerco di riassumere il nostro itinerario di discesa (appiattito dal grandangolo, che toglie il brio dei gradi più acuti)

Immagine

Raggiunta la Fuorcla Muragl davanti a noi rivediamo la fatica della salita e puntiamo al versante Nord, rimasto in ombra per tutta la mattinata ed ancora riparato dal caldo che lentamente invade la valle.

DSCF0776

Riusciamo a trovare ottima polvere anche sul finale della valle attraversando un boschetto incantato che regala emozioni e comode serpentine per concludere in bellezza un’avventura nata tutta dalla voglia di bresaola (chiaramente poi soddisfatta)

Stay tuned!


Traccia in formato .gpx disponibile cliccando qui

AltezzaTraccia

 

 

 

3 pensieri riguardo “Vade retro

  1. Se non fossi stato tra i protagonisti di questa gita, con questo racconto, mi avresti fatto venire voglia di andarci e anche un pizzico di invidia grazie al commento fotografico. per fortuna io c’ero, bravissimo!!!

    Mi piace

Rispondi a Luigi Maggioni Annulla risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...