Viandanti tra mari di nebbie

Dopo mesi, se non anni di attesa, inizia il corso avanzato. Avanziamo tra nebbie di incertezze e maledizioni di un tempo che non sembra voler ricambiare il nostro entusiasmo.

Serviva una gita di selezione per dimostrare che la voglia di confrontarsi con cime più impegnative era sostenuta da gambe sufficientemente resistenti, da cui l’idea della Tschima da Flix.

Il nome prettamente Grigiasco e l’itinerario con sviluppo nella valle incantata dell’Agnel fanno intuire che questa sia una tra le gite più rappresentative di questi candidi valloni, danno ulteriore conferma della congettura i 1750 metri di dislivello previsti per raggiungerne la biancocrociata vetta.

Nelle giornate precedenti traffichiamo tracce, mappe e grassi non saturi per migliorare le prestazioni ma nulla può la nostra volontà contro il tempo che si rivolta contro di noi facendo calare dense e calde nuvole di neve lungo la presunta traccia.
Così ci ritroviamo alle 8:30 di una domenica mattina al parcheggio sottostante l’ospizio della Veduta ed iniziamo la nostra lenta marcia lungo una superstrada tracciata da leggeri solchi nella bianca neve.

DSCF5051

DSCF5052

Di fronte a noi spessi cumuli hanno inghiottito le cime della Val d’Agnel turbinando leggere raffiche di vento tiepido e facendo sconfinare fino al fondovalle piccoli fiocchi ghiacciati che nascondono le tracce di risalita. Ci aiutano in questo due locals, che ci precedono nella partenza ma con ritmo più rilassato. Le raggiungiamo tra Piz Campagnung e Corn Alv dove le nuvole fagocitano anche noi lasciandoci all’unica alternativa di una marcia costante verso la fuorcla d’Agnel.

DSCF5053_1

DSCF5054_2

Sbagliamo strada, o forse puntiamo verso un bianco che non è lo stesso bianco immaginato e visto poco prima, e dell’idea di perdere quota per tornare sul sentiero prestabilito non accettiamo nemmeno l’ipotesi di idea. Cerchiamo quindi la via di minor fatica ed affrontiamo un lungo onirico traverso fino a vedere la croce che precede il nostro passo.

DSCF5056_2

Purtroppo nonostante il nevischio sono evidenti i segni di una passione climatica che in pieno inverno mostra nude le rocce di queste valli, ed anche la discesa dal passo verso i rimasugli della vedretta si dimostra più complicata del previsto a causa delle tante roccette e tratti ghiacciati. Qualcuno toglie gli sci, altri sfidano le lamine e la fortuna dribblando sassi. Da qui dovremmo riuscire a vedere la nostra cima, o almeno intravederne l’attacco di cresta Sud, ma tutto è fagocitato dal bianco divoratore che ci costringe a rivedere i piani di salita.

DSCF5058_1

Scendiamo quindi verso la capanna Jenatsch e pieghiamo verso Est per risalire il Surgonda. Si apre uno sprazzo di luce sopra le nostre teste, e la neve si ricuoce ulteriormente trasformandosi in appiccicosa colla che si aggrega sulle solette che diventano improvvisamente pesanti come ferri da stiro.

Risaliamo tra imprecazioni e sudori primaverili una leggera conca, e sbuchiamo su dossi rocciosi da cui affiorano lamette sommitali. Aggiriamo così un tratto di leggera inclinazione ma piombiamo in bocca ad un secondo salto verso l’alto che affrontiamo togliendo gli sci e scolpendo scalini nella polpa di neve, che in questi angoli sembra essere finalmente più fredda e coriacea. Iniziamo ad intravedere la cima tra nuvole ed ulteriori venti che non accennano a concederci tregua. Fermarsi è un dolce desiderio ma complici sudori e folate ogni secondo senza sforzi cede prezioso calore al mondo esterno. Attraversando il ricordo di un’ormai deceduta vedretta raggiungiamo la rapida e comoda cresta finale, che tra sfasciumi di verde metamorfico e piccoli accumuli di neve conduce ad una meritata cima con purtroppo zoppa visibilità sull’arco alpino circostante.

DSCF5059.JPG

Oggi il gruppo è ben numeroso e lo spazio in vetta limitato quindi dopo qualche biscotto ed un paio di datteri iniziamo la discesa a piedi verso una piccola sella, da cui calzare finalmente gli sci abbracciando i bianchi pendii che lentamente si scoprono ai raggi di un sole oggi più timido del solito.

DSCF5039

DSCF5038_2

DSCF5026.JPG

DSCF5031

DSCF5017_1

Stay tuned!

Traccia in formato .gpx disponibile cliccando qui

E grazie ai potentissimi mezzi di divertitevi a zoommare, ruotare e consultare la traccia in 3D, cliccando qui

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...